Hands of a Murderer

by Equal Stones

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HV033 Equal Stones - Hands Of A Murderer

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'The follow-up to 2014's 'Transgression', 'Hands of a Murderer' develops further on thick experimental drone variants. Joining me on this album are Benoît Pioulard, Evert Kramer and Endless Melancholy, to whom I give my infinite thanks for helping me achieve the best possible results.' - Amandus Schaap

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Reviews:

Se un caos di distorsioni, samples e microsuoni aveva caratterizzato il precedente lavoro di Amandus Schaap sotto l’alias Equal Stones (“Transgression”, 2014), un approccio compositivo più meditato e una serie di importanti collaborazioni plasmano il quarto album dell’artista olandese “Hands Of A Murderer” in un senso di sperimentazione dronica decisamente più densa e organica.
Le prime tre delle cinque tracce che riempiono le due facce di un vinile 12” in edizione limitata sono infatti frutto dell’apertura del progetto Equal Stones al dialogo con altri artisti.

È sufficiente la title track d’apertura per segnare la sostanziale inversione di rotta di Schaap in favore di un’ambience cinematica che, pur non rinunciando a instillare sensazioni tenebrose, costruisce piuttosto cattedrali di suono attraverso rifrazioni chitarristiche elaborate insieme a Benoît Pioulard e di fatto affini alle nebbiose derive ambientali da quest’ultimo seguite nel recente “Sonnet”. Nella successiva “My Reflection Is Empty” il caos primigenio lascia il campo addirittura al romanticismo, veicolato da placide note pianistiche che nel corso dei dieci minuti del brano, realizzato con il connazionale Evert Kramer (metà del duo ambient Myosotis), prendono gradualmente il posto di loop sonnolenti, appena screziati da granulosi detriti sonori.

Uno schema analogo, tuttavia supportato da frequenze distorte che si innalzano e svaniscono come una lieve marea, ricorre in “A Toast To Eternal Failure”, che dal collaboratore di turno Oleksyi Sakevych (Endless Melancholy) trae prima le inquietudini di recente rifuse nel suo ultimo “Her Name In A Language Of Stars” e quindi le fragili armonie al pianoforte, protagoniste discrete di un finale frutto ormai depurato dalle precedenti correnti di elettricità statica.

Non dei soli contributi dei collaboratori di turno vive “Hands Of A Murderer”, anzi proprio i due brani finali, realizzati in solitaria da Schaap, ne chiariscono la compiuta transizione a stratificazioni chitarristiche al tempo stesso robuste e vaporose, che sublimano ronzanti archi di feedback nei bagliori di una solenne ambience orchestrale (“I Will Always Be There”) o nella densa ipnosi ai vapori di silicio della breve conclusione “A Gift To Tear Apart”. Proprio in questi brani Schaap suggella una transizione espressiva che discende da una consapevolezza tutta personale e lo colloca ormai con piena dignità accanto a scultori di una maestosa materia ambient-drone quali Lawrence English, Siavash Amini e Rafael Anton Irisarri; quest’ultimo, non a caso, si è occupato del mastering di “Hands Of A Murderer”, amplificandone se possibile la latente tensione emotiva, al tempo stesso concreta ed evanescente.

(c) Raffaello Russo, Music Won't Save You // musicwontsaveyou.com/2015/12/28/equal-stones-hands-of-a-murderer/

Le néerlandais Amandus Schaap aka Equal Stones sortait en décembre 2015 la petite pépite Hands Of A Murderer, injustement passée inaperçue. Comme il n’est jamais trop tard pour parler et écouter un album, il est plus que conseiller de se jeter corps et âme dans ces 5 titres d’ambient poétique, confectionné en partie aux cotés de Benoit Pouliard, Evert Kramer et Endless Melancholy. Jouant avec les boucles drones et les fréquences aux modulations rêveuses, Equal Stones réussit l’exploit de toucher nos sens profonds à travers quelques notes de piano ou de guitares aux effets tournoyants, créant des paysages brumeux, où classical et dark ambient retiennent leur souffle pour laisser leurs ailes s’enfoncer dans des surfaces d’air froid et planer au dessus de géographies habitées de noise mutante et de retenue électrique sculptées dans une glace éternelle. Il n’est pas étonnant de voir le nom de Rafael Anton Irisarri apparaitre au mastering, tant leurs univers respectifs se complémentent merveilleusement, marchant sur les mêmes terres virginales de la beauté écorchée au minimalisme serein et envoûtant. Magique.

Roland Torres // Silence and Sound
silenceandsound.me/2016/03/13/equal-stones

credits

released December 23, 2015

Mastered by Rafael Anton Irisarri
Photography by Peter Nejedly
Vinyl artwork by Tessel Dekker

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